Il progetto Mamon, chiamato anche mamoncillo e papaya, deve il suo nome al frutto proprio del Sud America. Le caratteristiche della pianta, rigogliosa e sempreverde, rappresentano in pieno i tanti spazi di azione che il progetto svolge. L’intervento operativo del progetto è di garantire sostegno economico e organizzativo ai nuclei familiari con bambini affetti da gravi disabilità fisiche e psichiche, che versano in condizioni di povertà estrema. Tale condizione impedisce, di fatto, la possibilità di cura e terapie adeguate. Molto spesso le famiglie, abitando in aree remote non collegate, non possono garantire visite, terapie e qualsiasi altro tipo di intervento clinico o sanitario.
Questo progetto nasce, durante i suoi viaggi in Paraguay, dalla Dottoressa Anna Villella, pediatra di Lecco, con il supporto di Gloria Scattolini, Sergio Zuanetti e Patrizia Strocchi.
La Dottoressa Anna Villella lavora in collaborazione con le Suore Redentoriste e la supervisione della Professoressa Rosa Graciela Armoa Sanchez , che si occupa del dispensario farmaceutico e della gestione dei sostegni alle famiglie. Il progetto oltre a realizzare un censimento dei minori con disabilità nelle aree di Carapeguà e Pilar, garantisce l’accesso alle visite e alle cure, occorre anche prevedere i costi delle terapie e degli spostamenti (mettere a disposizione mezzi di trasporto, costo del carburante, costo della visita e quanto altro necessario) e quando possibile sostenere i costi delle visite mediche domiciliari. Il Governo negli ultimi anni intende attuare grandi riforme del Sistema Sanitario, che prevederà ma solo in futuro uno standard adeguato, al momento, infatti, non esiste una copertura di servizi sanitari pubblici universale, poichè non esistono investimenti nelle aree rurali, che di fatto restano isolate dal Paese e dai Servizi essenziali.
Come già accennato, l’intervento non può prevedere la frequenza scolastica per diversi ostacoli, in primis per la difficoltà oggettiva di raggiungere gli istituti scolastici che non hanno agevolazioni di accesso per bambini con disabilità motorie perchè non è previsto personale docente professionale in grado di fornire programmi didattici dedicati ai bambini con bisogni speciali.
L’aiuto offerto è volto a garantire la vivibilità della propria condizione di disabilità e migliorarne la qualità di vita: per molti l’aiuto riguarda aspetti più strettamente sanitari, come l’acquisto di farmaci indispensabili, o di presìdi come pannoloni, carrozzine o materassi; per altri , con difficoltà ad alimentarsi, si tratta di fornire alimenti e latte adeguato Il Progetto prevede anche di stimolare le famiglie ad andare con regolarità ai centri pediatrici specialistici di riferimento, che si trovano ad Asuncion, garantendo ai genitori il trasporto e sostenendo il costo di eventuali interventi chirurgici o indagini diagnostiche, perché ciascun caso possa essere seguito al meglio, compatibilmente con le risorse di cui dispone attualmente il Paese. Si è intrapreso anche un servizio di fisioterapia a domicilio, con lo scopo di insegnare alle mamme come mobilizzare i bambini evitando che si instaurino nel tempo deformità più gravi e dolorose. I contributi destinati a questo progetto, a differenza del sostegno a distanza, non vengono utilizzati per uno specifico bambino, ma per il progetto nel suo insieme.
Il progetto Mamon prevede anche la costruzione, per alcune famiglie che vivono nelle capanne ,di un bagno in muratura per poter garantire condizioni igieniche migliori al bimbo disabile ed alla sua famiglia.
Chi volesse contribuire al progetto può utilizzare i canali abituali dell’Associazione Mango specificando, nella causale del versamento, che la destinazione è “Progetto Mamon”.














